Cos’è un aggregatore virtuale
Un aggregatore virtuale (Virtual Power Plant – VPP) è una piattaforma che mette in rete migliaia di piccoli impianti fotovoltaici domestici, batterie di accumulo e dispositivi intelligenti, gestendoli come se fossero un’unica grande centrale elettrica. I proprietari degli impianti vengono remunerati per l’energia che mettono a disposizione della rete.
Come funziona
Il meccanismo è semplice:
- Installi un impianto fotovoltaico con batteria e un dispositivo di controllo
- L’aggregatore collega il tuo sistema alla sua piattaforma (via internet)
- Quando la rete ha bisogno di energia (picchi di domanda), l’aggregatore preleva energia dalla tua batteria
- Tu vieni pagato per l’energia ceduta, oltre ai normali guadagni dello Scambio sul Posto
Quanto si guadagna
Le stime per un impianto domestico con batteria da 10 kWh:
| Servizio | Guadagno annuo stimato |
|---|---|
| Scambio sul Posto standard | 300-600 € |
| Ritiro Dedicato | 200-400 € |
| Aggregatore virtuale (extra) | 100-300 € |
Il guadagno extra dell’aggregatore varia in base alla capacità della batteria e alla frequenza delle richieste. Può arrivare a 200-500 €/anno per impianti con batterie grandi (>15 kWh).
I principali aggregatori in Italia
Energy Dome / Free Energy
Piattaforma italiana che aggrega impianti residenziali con batteria. Remunerazione fissa annua + bonus per disponibilità. Compatibile con inverter Huawei, Sungrow e BYD.
FlexiGrid
Progetto europeo attivo in Italia che testa servizi di flessibilità locale. Remunerazione per kWh messo a disposizione.
E.ON / Next-Kraftwerke
Operatori europei che aggregano principalmente grandi impianti, ma stanno aprendo a impianti residenziali aggregati tramite partner.
Enel X (virtual plant)
Piattaforma di Enel che aggrega impianti industriali e domestici con batteria. Remunerazione variabile in base ai servizi di dispacciamento.
Requisiti per partecipare
- Impianto fotovoltaico: già attivo e connesso alla rete
- Batteria di accumulo: indispensabile per fornire flessibilità
- Inverter compatibile: deve supportare la comunicazione con l’aggregatore
- Connessione internet stabile: per il controllo remoto
- Contratto con l’aggregatore: verifica termini e condizioni
Rischi e limitazioni
- Disponibilità forzata: in alcuni contratti devi garantire una certa capacità minima
- Usura batteria: i cicli extra possono ridurre la vita della batteria (ma la maggior parte degli aggregatori limita i cicli a 50-100 all’anno)
- Costo dispositivo: l’hardware di controllo può costare 200-500 €
- Flessibilità limitata: la batteria potrebbe non essere piena quando serve all’aggregatore
Vale la pena?
Per ora gli aggregatori virtuali in Italia sono ancora in fase di sviluppo. I guadagni extra sono modesti (100-300 €/anno) ma in crescita. Se hai già un impianto con batteria compatibile, iscriversi a un aggregatore è sostanzialmente un guadagno extra a costo zero. Se stai progettando un nuovo impianto, scegli un inverter e una batteria compatibili con i principali aggregatori per tenere aperta questa possibilità futura.